Vitamina D: tutta la verità


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La vitamina D è una vitamina liposolubile, chiamata anche calciferolo, presente nell’organismo umano in due forme:

  • Ergocalciferolo (vitamina D2)

  • Colecalciferolo (vitamina D3)

La vitamina D2 è presente negli alimenti di origine vegetale e viene assunta attraverso l'alimentazione, la vitamina D3 invece viene sintetizzata attraverso la pelle, grazie all’esposizione ai raggi solari, ed è presente nei prodotti di origine animale.



Fonti di Vitamina D


Un terzo del fabbisogno giornaliero di vitamina D proviene dall'alimentazione. Gli alimenti in cui se ne trova di più sono: i pesci grassi (salmone, sgombro e aringa), il tuorlo d'uovo e il fegato. I restanti due terzi si formano nella pelle a partire da un grasso simile al colesterolo. Esso infatti viene trasformato per effetto dell’esposizione ai raggi UVB.



Cosa fa la Vitamina D


L’azione più famosa svolta dalla vitamina D è sicuramente quella di fissare il calcio nelle ossa, fondamentale per prevenire il rachitismo nei bambini e l'osteoporosi negli anziani. Una sua carenza è stata associata a diversi tipi di malattie, dal diabete all'infarto, dall'Alzheimer all'asma o alla sclerosi multipla. Una volta prodotta nella cute o assorbita a livello intestinale, la vitamina D passa nel sangue. Qui una proteina specifica la trasporta fino al fegato e al rene, dove viene attivata. Nella sua forma attivata, la vitamina D agisce in realtà come un ormone che regola vari organi e sistemi e ha un’azione modulante nei confronti dell’infiammazione e del sistema immunitario.



Vitamina D contro i tumori


In studi di laboratorio la vitamina D ha dimostrato di svolgere attività potenzialmente in grado di prevenire e rallentare il progredire dei tumori: infatti frena la crescita delle cellule, ne favorisce la differenziazione e la morte programmata (apoptosi), e riduce la formazione di nuovi vasi (angiogenesi).

I primi studi epidemiologici avevano suggerito un ruolo protettivo della vitamina D. avevano osservato un minor rischio di tumori diversi da quelli della pelle nelle popolazioni più esposte al sole rispetto a quelle che vivono in Paesi con minore irradiazione solare. Secondo i risultati di altre ricerche, come la Women's Health Initiative statunitense, però, l'assunzione di supplementi a base di vitamina D non sembra conferire alcun effetto protettivo


Il grande studio Europeo EPIC -alla cui realizzazione hanno partecipato diversi ricercatori sostenuti da AIRC –ha mostrato che le persone con i più alti livelli di vitamina D nel sangue hanno un rischio di cancro al colon inferiore di circa il 40 per cento rispetto a chi invece ne è carente. Un legame simile sembra esistere anche per altri tipidi tumori. Si può quindi ipotizzare che alti livelli di questa vitamina nel sangue non siano direttamente responsabili del minor rischio, ma semplicemente rispecchino abitudini più sane a cui va attribuito il merito di proteggere l'individuo dal cancro.



Quanta Vitamina D assumere


Non esistono parametri assoluti: i livelli minimi di concentrazione di vitamina D nel sangue raccomandati dall'Institute of Medicine statunitense sono di 20 nanomoli/litro, ma la maggior parte degli esperti consiglia di non scendere sotto i 30 e altri suggeriscono che si possa già parlare di quantità insufficiente sotto i 50. In genere, per assicurarsi l'apporto necessario, è sufficiente trascorrere più tempo all'aria aperta.Tra i neonati e gli anziani, però, che spesso escono poco di casa e si espongono meno dei giovani al sole, un deficitè abbastanza comune. Per questo nel primo anno di vita si somministrano gocce di vitamina D e molti medici ritengono opportuno prescrivere supplementi anche a tutti i loro pazienti oltre una certa età. Tuttavia è importante guardarsi dagli eccessi perché a dosi troppo elevate la vitamina D può essere tossica. Generalmente ciò avviene allorché i livelli circolanti superano i 100 ng/ml. Per evitare ciò, è consigliabile non superare un'assunzione giornaliera di 50 μg/die.

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